tte-002 / Piccolo gancio

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Questa è la seconda prova, dove (finalmente) siamo riusciti a produrre qualcosa, anche se molto piccolo, ma pur qualcosa!  Queste stampe sono state effettuate con due macchine della ditta WASP, modello DeltaWasp 20×40 e PowerWasp Evo.

Specialmente nelle descrizioni di queste prime prove di stampa, abbiamo messo molte fotografie delle nostre facce, non per narcisismo ma perché meglio di ogni scrittura rappresentano lo stato d’animo di quei momenti.

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Infatti questi sono i primi due pezzetti che siamo riusciti a stampare dopo il primo tentativo disastroso del giorno precedente, e se da una parte eravamo contenti del risultato, dall’altra eravamo anche preoccupati …

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… perché erano molto piccoli e prima di riuscire abbiamo dovuto fare due tentativi.  Il pezzo sulla destra (in mano ad Angelo) è quello venuto bene, mentre quello sulla sinistra (tenuto da Julian) è uno di quelli venuti male.

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Le stampe non riuscite sono probabilmente dovuti all’insieme di alcune variabili, quali la temperatura dell’estrusore, del piano di lavoro, dell’aria esterna immediatamente vicino al pezzo, dell’umidità dell’ambiente e poi dalla velocità dell’estrusore, oltre alla regolazione del piano di base.

 

COSA ABBIAMO IMPARATO DA QUESTA PROVA: (LESSON LEARNED)
– Valutare bene l’impostazione di tutte le variabili, in particolare la temperatura dell’estrusore.
– Stare molto attenti alla stampa del primo piano di base, affinché non vi siano dei fili volanti di materiale già estruso e solidificato, che intralcino il percorso dell’estrusore.
– Prestare molta attenzione, perché la stampa 3D è una tecnologia nuova e finora le macchine sono costruite da piccole ditte in maniera abbastanza artigianale, con scarsissime istruzioni d’uso.

 

>Cliccare una o due volte sulle fotografie per ingrandirle: si riusciranno a vedere dettagli molto piccoli!